Precisamente a: Londra
Perchè sono scappato: Perche' mi hanno offerto un posto da ricercatore quando ancora non avevo il dottorato (che sto facendo adesso qui) e ho potuto coordinare progetti europei cosa che in Italia il mio dipartimento manco sapeva cos'erano.
Adesso insegno con regolare contratto e intanto finisco il dottorato. Nessuno mi tratta come una pezza da piedi se esprimo le mie idee visto che sono pagata per farlo.
Cosa ho trovato: Professionalmente, opportunita' di lavoro e rispetto. Le "politiche da dipartimento universitario" esistono anche qui ma il tuo valore e la tua competenza professionale sono giudicate onestamente e dalla comunita' scientifica nel suo complesso non dal barone di turno.
Ho trovato una delle citta' piu' eccitanti del mondo dove succede tutto quello che vale la pena vivere.
L'altro lato della medaglia e' una citta' costosissima dove le relazioni sociali si squagliano come neve al sole.
Postato da Elena Besussi il 09/05/2008 alle ore 18:27
263 visite | 8 commenti | 0 voti - Gradimento
| Commenta il post | Vota il post
| Tutti i post sull'Europa | Tutti i post su Inghilterra
commenti
A Daniela: www.jobs.ac.uk e un grande in bocca al lupo. E ricordati che qui, il lavoro di
ricercatore o docente e' un lavoro come un altro. Ricordati che qui e' normale portare rispetto a
chi cerca lavoro, a chi da lavoro e a chi lavora. Non avere timori (tutti italiani) di chiedere
informazioni, delucidazioni, consigli.
Il curriculum e la lettera con cui ti proponi per un posto, sono, non solo fondamentali, ma molto
standardizzate. L'unica vera difficolta degli italiani e' farsi riconoscre, "tradurre" anni di
lavoro precario in una forma leggibile e comprensibile a chi valuta un curriculum. Certo, le
pubblicazioni internazionali in riviste scientifiche peer-review aiutano. Ma non averle non e' causa
di esclusione.
Non so come fare a darti la mia email privata. Se lo scopri, fammelo sapere e cerco di darti altre
indicazioni.
Postato da Elena il 18/06/2008 alle ore 09:17
Questo paese che ho messo alla prova per tre anni dopo la laurea, ho dimostrato che non vale niente,
è senza speranza, è profondamente ingiusto e deviato. Non esistono veri e sani valori.
Per Elena: mi potresti dare una dritta su come cercare lavoro di ricercatore a Londra?
Postato da Daniela il 18/06/2008 alle ore 02:34
Cara Lavandaia,
i costi per i miei studi (dico miei, per farti un esempio) li ho solo e solamente sostenuti io, così
come Elena avrà sostenuto i suoi!
Ed intendo non solamente i soldi della retta, dei libri e di tutti gli annessi e connessi che non
finivano mai e pensa tu, che per sostenerli, sta scema è dovuta andare spesso all'estero di estate
per lavorare, perchè da noi è miseria e sfruttamento! ma intendo anche i costi per cui per anni ho
dovuto vivere una vita senza alcuna soddisfazione materiale (niente auto, niente vestiti, niente
vacanza famosa d'estate, niente di niente!) ma i costi per cui a tutt'oggi ancora non riesco a
farmele queste cose, ancora non ho diritto ad avere un lavoro normale, magari anche con stipendio da
operaio, da lavandaia, ma almeno stabile.. e tutto questo perchè ho deciso di studiare...
me lo avessero detto che i più volenterosi, quelli che si comportavano bene, sarebbero poi stati
puniti, chissà che strada facevo.
Cmq torno all'estero anche io.
Postato da Daniela il 18/06/2008 alle ore 02:32
Elena, lascia stare la Lavandaia, che mi sa proprio che farnetica....La ricerca in Italia e'
RIDICOLA se non inesistente..Hai fatto stra bene ad andar via perche' qui futuro per la ricerca non
esiste..Ho tanti amici ricercatori che fanno la fame e che sono costretti a fare li "sguatteri" per
i vari Baroni, in cambio di misere borse di studio..Purtroppo questa e' la realta' della ricerca
italiana!
Postato da pedro il 12/05/2008 alle ore 17:06
Cara lavandaia,
hai lasciato commenti farneticanti su molti post presenti su questo spazio, oltretutto in un
italiano alquanto ridicolo e sgrammaticato ( ..i costi GLI abbiamo sostenuti noi..).
" l'umiltà anglosassone legata al despotismo storico in cui hanno vissuto" ?????
penso che attualmente tu non abbia niente di meglio da fare (visto che il 12 maggio in Francia è
festa)...penso tu sia qualcuno profondamente deluso dalla vita, un pò depressivo e un tantinello
invasato religiosamente...è "IL MODO DI ESPRIMERTI CHE LO LASCIA INTENDERE"
avec tendresse
Postato da Daniele&Alessandra; il 12/05/2008 alle ore 13:04
Il livello di formazione che avevi quando sei arrivata a Londra dove l'avevi acquisito visto che il
bagaglio posseduto ti ha dato la possibilità di continuare, non sarai mica arrivata con la quinta
elementare. Lo sputo per aria stà proprio a significare la presunzione di creder che tutto sia solo
merito proprio e nessun fattore esterno o collaterale abbia contribuito, altrimenti avrei detto
sputare nel piatto che mangi o hai mangiato, l'umiltà anglosassone non credi sia legata al
despostismo storico nel quale hanno vissuto?.Io non faccio nessuna previsione, sei tu che hai
annacquato il tuo pensiero sui londinesi; Samuel Johnson parlava di dove era nato,anche se un poco
fuori Londra e, dove era vissuto, Londra appunto.Non faccio nessuna previsione, il modo di
esprimerti lo lascia intendere, no che sia molto importante, ed infine non ho nulla da invidiare
anche perchè io vivo a Parigi e ho lavorato per la Glaxo in Sud Africa.
Postato da la lavandaia il 12/05/2008 alle ore 10:00
ti faccio notare che il dottorato me lo sono pagato io e in Inghilterra. Vorrei anche che tu mi
indicassi bene dove e' finito il mio sputo perche' non mi pare di aver sputato sulla formazione ma
solo sul modello di reclutamento e sulle carenze di ricerca di alcuni dipartimenti italiani chiusi
su loro stessi. E su questo vorrei che mi smentissi, giusto per rasserenarmi: sarei felice di
essermi sbagliata.
Grazie anche di avermi fatto l'oroscopo e di avermi pronosticato cosa faro' "da grande": almeno io
qui ho imparato l'umilta' di parlare di quello che conosco.
Io sono a Londra da 7 anni e ogni giorno mi appassiona di piu' nonostante i difetti: Samuel Johnson
diceva: quando sei stufo di Londra, sei stufo della vita. Ecco magari cara lavandaia, sei un po'
stufa della tua vita.
Che brutta cosa l'invidia.
Postato da Elena il 12/05/2008 alle ore 08:50
Però la formazione per avere questa opportunità l'hai avuta in Italia, perciò non sputare in alto
altrimenti ti sporchi la faccia. I costi per la Tua formazione gli abbiamo sostenuti noi, se poi qui
il sistema a volte non funziona come dovrebbe alla fin dei conti è sempre delle persone dotte e
colte che anzichè pensare al bene collettivo pensano al proprio.Ad ogni modo Londra ha molti lati
negativi e se non sei londinese o ti lasci amalgamare dal sistema non si resiste moltissimo,
pertanto sono quasi sicuro che ritornerai da dove sei partita, magari come baronessa, non saresti la
prima.
Postato da la lavandaia il 12/05/2008 alle ore 06:00